Alta Fedeltà

Può essere un libro, un film, una canzone, un balletto a teatro, uno spettacolo del circo, un fumetto, una mostra. Se ti ha ubriacato il cervello e riattivato il sensorio, narraci come ha fatto, raccontaci le opzioni magiche che ha usato per incantarti e rubarti meraviglia. E se quello che ti ha rubato è stato solo tempo, prenditi una rivincita, vendicati e sfoga tutta la tua delusione. Con 1800 battute suggerisci cosa vale la pena e cosa no e con le stelline, giudicalo:
* teribile
** caruccio
*** tempo speso bene
**** come ho potuto vivere fino a ora senza?

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Il meraviglioso mondo di Mao

Valeria Tarallo

Il meraviglioso mondo di Mao
Can't buy me love, everybody tells me so
Can't buy me love, no no no


I Beatles avevano preso posizione. “No” alla Consumazione affettiva. “No” al consumare affettivamente, morbosamente, intensamente, una merce, un sentimento, un ruolo, una persona o quello che vi pare.

E proprio la “Consumazione affettiva” è stato l'ultimo tema messo in scena al Salotto di Mao, il salotto culturale più pazzo della scena torinese, geniale come il suo fondatore, il cantautore, musicista e anche un po' poeta: Mauro “Mao” Gurlino. Il salotto che si apre ogni giovedì sera alle nove e mezza nella calda cornice del Fluido. A bordo Po. A lume di candela. Al ritmo delle percussioni del Metal, della Gibson del Gege, dei bassi e della voce del Met. A suon dei Santabarba, per intenderci.

Ogni giovedì sera, basta varcare la soglia di questo localino torinese per poter entrare in un mondo sospeso, controcorrente, nostalgico e innovativo. Un mondo che ricorda nelle sue parti migliori quello che Carrol ha messo in scena per Alice.

E dal cilindro del cappellaio matto ecco saltar fuori giovani cantanti, cantautori, musicisti, attori, poeti, giornalisti, editori, scrittori, scultori, pittori, sceneggiatori, registi, attrezzisti, aiuto-registi... Talenti esordienti o già riconosciuti. Comunque, sempre, talenti.

Mao li accompagna, li stuzzica, li provoca, desidera raccontare i suoi ospiti e raccontare la consumazione affettiva. E le narrazioni s'incalzano una dietro l'altra. E intanto si ascolta la musica, dell'ottima musica, sempre e rigorosamente dal vivo.

Insomma, andare al Salotto è come leggere un libro con il walkman alle orecchie, solo che i personaggi sono lì, davanti a te, in carne, ossa e cervello.