Shakespeare scriveva per soldi

a cura di Chiara Marchetti

E adesso cosa leggo? Te lo diciamo noi, e ti diciamo anche cosa non leggere.

Nel mare delle uscite letterarie,  questa rubrica sarà il vostro faro. Vi guideremo fino alle spiagge sicure, che vi piaccia Carver o la Mazzucco.

Vi scorteremo fino al porto di una lettura piacevole da domenica pomeriggio, o mercoledì sera, quali che siano le vostre abitudini.
Oppure vi riempiremo di pessimi consigli da non seguire.

   In questa sezione

E il mio cuore trasparente

Chiara Marchetti

Non piangere, coglione

Chiara Marchetti

Delfini

Chiara Marchetti

La prima persona

Chiara Marchetti

Archivio articoli - Pagina :
 |<  < 1 - 2  >  >| 
 

E il mio cuore trasparente

Chiara Marchetti

E il mio cuore trasparente
"E il mio cuore trasparente", il nuovo romanzo della parigina Véronique Ovaldé, racconta la storia di Lancelot Rubistein, e di sua moglie Irina, che muore avvelenata.
Lancelot, il nostro protagonista, è il meno eroico dei possibili protagonisti, eppure...
Eppure ci piace, proviamo tenerezza, vorremmo aiutarlo, vorremmo abbracciarlo e dirgli “Non ti preoccupare, passa tutto.”
E poi la riscoperta di Irina, di tutti i suoi segreti, del suo passato, del mistero della sua morte.
Non vi sto svelando niente di importante, Irina muore nella prima riga.
Non c’è modo di salvarla. Ne leggerete per più di duecento pagine sapendo che è andata, non c’è speranza.
Eppure sono duecento pagine belle, strazianti, innamorate, temerarie e dolci.
Duecento pagine che ti lasciano a ponderare l’illusione che è l’amore, la fragilità su cui si fondano i sentimenti.
Perché “E il mio cuore trasparente” si interroga su cos’è l’amore, di cosa è fatto, quali sono le caratteristiche che ci fanno innamorare di una persona, quanto sappiamo delle persone che amiamo.
Tutti quesiti estremamente interessanti, quale che sia la vostra situazione sentimentale.
Nota per noi superficiali, ottimo titolo e bellissima copertina.

Punto forte: la delicatezza. Leggere l’intero romanzo è come camminare su una nuvola. E la punteggiatura. Schizofrenica, fuori luogo, diversa, piena di parentesi.

Punto debole: il mistero. È lì, seminato lungo tutta la storia e si risolve in uno sbuffo, un po’ gratuitamente, un vero peccato.

Per riscoprire Véronique Ovaldé:
“Gli uomini in generale mi piacciono molto”, 2005, Minimum Fax.

Da leggere ascoltando Raya Yarbrough.