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Il Circolo dei lettori e Scuola Holden presentano:
Art Spiegelman a Torino
Torino, 20 gennaio 2012
Venerdì 20 gennaio abbiamo ospitato Art Spiegelman, celebre maestro del fumetto che nella sua unica tappa italiana ha avuto un incontro con gli allievi del Biennio in Scrittura & Storytelling insieme al noto fumettista italiano Igort, fondatore di Coconino Press.
I fumetti di Art Spiegelman sono noti al pubblico per lo stile illustrativo, simile alle incisioni, per i loro contenuti controversi e insieme capaci di accostarsi alla grande narrazione. Nella lezione che Spiegelman ha tenuto al Circolo dei Lettori la sera precedente, intitolata “What the %@&*! Happened to Comics?”, ha accompagnato il pubblico in un tour cronologico nella storia dei fumetti, dimostrando proprio il valore di questo mezzo espressivo spesso sottovalutato.
Con i ragazzi del nostro Biennio, invece, Spiegelman ha spiegato l'importanza dei comics in quella che McLuhan definì cultura “post-letterata” il genere è destinato a crescere sempre più perché “i fumetti sono una sorta di eco del modo in cui il cervello lavora. La gente pensa in forma di immagini iconografiche piuttosto che in ologrammi, in esplosioni di linguaggio e non in paragrafi.”
Art Spiegelman (Stoccolma, 1948) è stato il primo autore a sdoganare i libri di fumetti, liberandoli dall'armadio dei giocattoli e facendoli approdare agli scaffali delle librerie. Nel 1992 ha vinto il Premio Pulitzer con il suo capolavoro sull'Olocausto Maus, fumetto allegorico in cui gli ebrei erano raffigurati come topi e i nazisti come gatti. Maus II, secondo capitolo della saga, racconta la storia dei suoi genitori, sopravvissuti al regime nazista e fuggiti poi in America. Alla fine del 2011 è uscito Meta Maus, storia del perché l’autore ha scritto Maus e di come ha scelto i personaggi; il libro include un dvd con contenuti speciali.
Nel 2011 Art Spiegelman ha vinto il Grand Prix all'Angoulême International Comics Festival, diventando così il terzo americano nella storia, dopo Will Eisner e Robert Crumb, ad essere insignito del prestigioso premio.
E noi, siamo davvero fieri di averlo avuto qui.
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