Due o tre cose su di me
Sono nato a Venezia nel 1966, ma all’età di circa cinque anni i miei genitori capirono che avevo bisogno di un palcoscenico più grande, Roma, dove esibire il mio talento. Per cosa? Non saprei, certo non quello per la scrittura, dato che si è manifestato quando regalarono a mia sorella un computer per la laurea. Avevo tipo ventisei anni e una carriera di attore già alle spalle. Per fortuna. Di tutti, intendo. Allora mi sono iscritto a un corso di sceneggiatura per fumetti. Nel giro di pochi mesi ero già un prolifico autore di fumetti porno.
 
Era un buon segno, aveva cominciato più o meno così anche Frank Zappa.
Purtroppo, il porno se non lo pratichi in prima persona alla lunga annoia. E i fumetti, in generale, pure. Così, dopo avere buttato giù qualche racconto per il piacere di amici e fidanzate, ho deciso di scrivere un romanzo. Il caso volle che mentre chiudevo il romanzo apriva la Holden. Ed eccomi quindi alla Holden, pieno di speranze.
 
Che due anni dopo, non senza un certo stupore, si concretizzavano in un altro romanzo, poi pubblicato, e in una promettente carriera di sceneggiatore. Ormai è passato qualche anno e qualche milione di parole, comprese queste. Se c’è qualcosa di cui vado orgoglioso è l’avere imparato tante cose: strutture narrative, punteggiature semantiche, andare sulla mini-rampa con lo skate, surfare onde che nemmeno la Barbie si è mai sognata, mettere la sveglia a una certa ora e alzarsi, riuscire a fare tre lavatrici mentre un personaggio si libera del suo fatal flaw è approda al meritato lieto fine.
 
Tutto sommato scrivere per vivere non è malaccio, e comunque sempre meglio che lavorare.
 

Andrea Garello
consulente editoriale

Il mio mestiere
Non ci sono solo racconti e romanzi nei futuri degli holdeniani. Ecco le loro esperienze.
 

Qualche dritta
In tutti i lavori ci sono trucchi, segreti, e consigli da dare. Qui ne trovate qualcuno.

 

Grazie alla Holden
Storie di chi da scuola c'è passato, e c'è rimasto per due anni. Ecco ricordi e impressioni.